Recensione del romanzo: Il Maestro e Margherita

di Samiya Akter

Il Maestro e Margherita è un romanzo del celebre scrittore russo Mihail Bulgakov. Una storia appassionante, unica nel suo genere. Per tutta Mosca, infatti, gira una banda molto particolare, capitanata dal professor Woland (in tedesco questo sostantivo assume il significato di diavolo, e in questo caso parliamo proprio del Diavolo per eccellenza, ovvero Satana) che, presentandosi come un esperto di magia nera, compie bravate di ogni genere, dallo staccare la testa a un conduttore televisivo al far volare maiali e scope.

La polizia e gli sfortunati capitati sotto le grinfie di questa banda, cercano in tutti i modi di acciuffarne i componenti, ma niente da fare, il Diavolo vuole qualcosa in cambio da portare con sé prima di andare via. Accanto al personaggio di Woland se ne colloca un altro di spiccata importanza, ovvero Ponzio Pilato, il procuratore romano della Giudea che acconsentì malvolentieri alla crocifissione di Gesù. La sua storia, raccontata in prima persona, mostra un punto di vista del tutto nuovo, in cui le emozioni e i pensieri di Pilato sono più che mai vividi.

Ma il Maestro? E Margherita? A una prima lettura, il loro ruolo sembra essere quasi secondario, in quanto si presentano al lettore solamente in un secondo momento, ma la loro importanza e storia d’amore è fondamentale per lo sviluppo di tutta la vicenda, per non parlare del ruolo che svolgono nel rapporto fra Woland e Ponzio Pilato. Sarebbe inutile continuare a narrare delle bellezze di questo romanzo, per apprezzarlo veramente non vi resta che immergervi nel suo mondo.


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