C’È ANCORA DOMANI: UN VIAGGIO CINEMATOGRAFICO TRA AMORE, SPERANZA E RINASCITA.

20 milioni di euro di incasso, terzo posto per incassi nel 2023, dopo Barbie e
Oppenheimer: il film C’è ancora domani , scritto, diretto e interpretato da
Paola Cortellesi, è piaciuto agli italiani e continua a rimanere in tendenza nei
cinema di tutta Italia.
Di incredibile attualità in questi giorni di tetra rassegnazione di fronte a un’Italia
che incassa l’ennesima sconfitta nel rispetto della donna, Delia, la protagonista
del film, emerge come un’alternativa in uno scenario di violenza che sembra già
scritto.


LA TRAMA
Nell’Italia distrutta dalla guerra e piegata dalla povertà, Delia vive, a Roma, con la
sua famiglia, composta dal violento e irascibile marito Ivano, e dai loro tre figli,
tra cui Marcella, giovane adolescente.
La vita della donna si divide tra i mestieri di casa e la spesa al mercato dove ha
modo di chiacchierare con Marcella, la sua amica più fidata nonché complice.
Le giornate trascorrono con difficoltà a causa del carattere burrascoso di Ivano,
sempre pronto ad alzare le mani su sua moglie, considerata incapace e troppo
stupida per qualsiasi compito che vada al di là di ciò che le è richiesto in quanto
madre di famiglia.
La svolta arriva quando Marcella si fidanza con un giovane benestante di nome
Giulio.
Delia, spaventata dalla piega che la loro relazione va assumendo, decide di
agire.
Da qui la narrazione degli eventi assume una piega importante che porterà ad un
finale decisamente inaspettato.

LE RIFLESSIONI
Il successo straordinario di questo film ci spinge a riflettere sulla spaventosa
attualità delle tematiche trattate: Delia è una donna come noi, con le sue paure, i
suoi disagi e i suoi desideri.
Ed è proprio il modo in cui ci viene presentata la sua storia che la rende più
vicina a noi ; il personaggio proposto dalla Cortellesi potrebbe essere la
nostra mamma, una compagna di classe o una sconosciuta che incontriamo

casualmente.
La forza universale di questo film sta nella modalità con cui ci viene proposta la
storia di Delia, a tratti come un dialogo con lo spettatore, a tratti come una sorta
di sketch comico per sdrammatizzare i momenti difficili.
Grazie ad espedienti come questo, la visione di questo film, in bianco e nero,
consente a persone di tutte le età di immergersi nella Roma post bellica,
abbracciando pienamente il messaggio femminista che permea la pellicola.


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