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The Batman: il lato fragile del Cavaliere oscuro

di Dario Clementi

Capolavoro o colossale delusione? The Batman, l’ultima pellicola firmata da Matt Reeves, è senza dubbio una delle opere più discusse delle ultime settimane. Con Paul Dano che interpreta l’Enigmista e Robert Pattinson nei panni del supereroe, il film è riuscito a scaldare i cuori della maggior parte dei fan, ma anche a deluderne una minoranza.

Questo articolo è una recensione del film senza spoiler, per permettere di godersi la visione anche a chi ancora non è potuto andare in sala.

In questo film assistiamo a una scrittura di Batman inedita, che sul grande schermo non avevamo mai visto prima: il supereroe investigatore. Bruce Wayne è depresso, stanco, sembra quasi malaticcio. Siamo abituati a vedere un cavaliere nero che di notte è sempre in giro per Gotham a picchiare i cattivi e che di giorno fa la sua vita da filantropo. Ma non in questo film. Qui Bruce Wayne, interpretato magistralmente da Robert Pattinson, riesce ad esprimere perfettamente l’essenza di questo Batman, è per così dire assorbito dal suo alter ego.

Spesso Alfred, il maggiordomo, gli chiede di pensare alla posizione della sua famiglia e alla sua stessa salute, ma lui è tutto preso a risolvere gli enigmi dell’Enigmista. Si percepisce bene la depressione del personaggio di Robert Pattinson che si trasforma in vendetta, la quale spinge Batman a picchiare brutalmente i cattivi e i personaggi corrotti dalla criminalità di Gotham. Batman è in attività da solo due anni. Questo si percepisce dal fatto che è veramente inesperto, si trova spesso a fare entrate non perfette: sbuca dall’ombra con passi pesanti, non è silenzioso. E qui entra in gioco uno degli aspetti migliori di questo film: il realismo. Batman finisce spesso picchiato, e si fa molto male, altra cosa che non siamo abituati a vedere in un cinecomic dell’uomo pipistrello, e in un cinecomc in genere. Sta proprio qui, forse, il fascino di questo film, in un periodo in cui siamo abituati a vedere alieni alti tre metri che schioccando le dita fanno genocidi, multiversi vari, eroi immortali, creature grandi come pianeti e terreni di battaglia che si estendono per intere nazioni.

Questo film non abusa di scene action, e le poche presenti sono molto eccitanti. Da quanto detto potrebbe sembrare che il nuovo Batman sia un film noioso. No. La durata del film è oggettivamente lunga (quasi tre ore), ma l’opera è estremamente densa. Scorre benissimo, la trama ha mille risvolti ed è ricca di falsi finali.

La Gotham rappresentata da questo film è infestata dalla criminalità, da personaggi corrotti, come il Pinguino o Falcone. La città viene rappresentata quasi sempre di notte, spesso sotto la pioggia (questo in realtà ha anche riflessi nella trama). E’ una Gotham sporca e marcia che quasi riflette il personaggio di Batman.

Il personaggio dell’Enigmista, interpretato da Paul Dano, è semplicemente fantastico, segnato dal suo trauma per il quale ha avuto evidentemente problemi psichici. Di solito il personaggio dell’Enigmista compie quelle azioni per il gusto di farlo, ma non è il caso dell’antagonista principale di questo film, che rappresenta quasi un alter ego di Batman. L’Enigmista metterà l’intera città di Gotham sotto pressione per i suoi enigmi, a dir poco geniali, e per le sue azioni.

Si percepisce la pazzia del personaggio e si capisce che sarebbe disposto a fare qualsiasi cosa per attirare a lui il personaggio di Batman, per un preciso e geniale piano. Inoltre, sebbene non sia sempre in scena di persona, si vede sugli schermi, si parla sempre di lui. E questo accresce la pressione e l’ansia che questo personaggio incute. L’Enigmista c’è anche quando non c’è, e ciò inquieta, dona al film sfumature horror.

Il commissario Gordon, interpretato da Jeffery Wright, è un gran bel personaggio, è uno dei soggetti più presenti sullo schermo. Gordon è quasi sempre al fianco di Batman. I due hanno una forte chimica, sebbene Gordon non conosca la vera identità dell’uomo pipistrello. Gordon fa squadra con Batman, visto che in questo film le abilità di investigatore di Batman sono molto spesso tirate in ballo. E la sua importanza è proprio nel far risaltare queste capacità del supereroe.

Catwoman (Zoe Kravitz) è profondamente coinvolta nella storia. La vediamo spesso fare squadra con Batman in momenti importanti per l’andamento della trama. Il rapporto col supereroe non è mai stucchevole.

Carmine Falcone, interpretato da John Turturro, è semplicemente fantastico. A prima vista non è uno dei personaggi più importanti, ma in realtà ha una grande importanza nel film.

Il Pinguino di Collin Farrell è un gangster. Sembra avere un codice d’onore, sempre mantenendo quell’eleganza tipica del pinguino. Per questo personaggio è già stata annunciata da tempo una serie spin-off.

Un personaggio che non risulta molto convincente è invece l’Alfred di Andy Serkis. Dovrebbe essere uno dei personaggi primari per Bruce Wayne, rappresenta tutta la sua famiglia, dovrebbe fargli da padre e aiutarlo. Ma in realtà è stato un personaggio non molto importante per Batman, al massimo lo aiutava a risolvere alcuni enigmi, ma per quel ruolo avevamo già il commissario Gordon. Forse questo perché il personaggio di Batman è dissociato da tutto, vive totalmente in una sua dimensione isolata dal mondo, e quindi un legame troppo forte come quello genitoriale sarebbe risultato incoerente. 

Le musiche di Micheal Giacchino sono sicuramente uno dei maggiori punti di forza del film. Estasianti, completano le già perfette sequenze.

Quindi: The Batman è un capolavoro? Non un capolavoro, perché ha alcuni difetti (pochi in verità), ma sicuramente un’ottima pellicola sull’uomo pipistrello. Uno dei migliori cinecomics degli ultimi anni, e probabilmente anche dei prossimi.

Che altro aggiungere? Correte subito al cinema a recuperare questo gioiello! E purtroppo no, Warner Bros non ci sta pagando per dirlo. 

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